• Chiara Frizzera Zambelli

VIAGGIO AL CENTRO DELLA SOLITUDINE

Aggiornato il: 21 lug 2020

GIORNO 20


"Ti stai nascondendo dal sole?" mi saluta ironizzando il mio standing in riparo all'ombra, sotto il grande portico del centro.

Sono passati sei anni dall'ultima volta che l'ho vista e mi sembra ieri, quando ci eravamo salutate tutte quante, per una cena tra colleghe in pizzeria, proprio qui sul lago.

Attitude grintosa, curiosa, energica. È rimasta uguale. Qualche tocco sale e pepe sulla suo chioma ondulata denota una saggezza acquisita nel tempo, tramite l'esperienza.

Appoggia le chiavi dello scooter sul tavolo e non posso non notarlo. Me la ricordo arrivare sempre sfrecciando sul piazzale della scuola, con il suo animo rider, sempre alla ricerca di avventure da raccontare ma anche da ascoltare. "Sei qui con il tuo bolide?" le chiedo sorridendo. "Ovvio" mi risponde inorgogliosendosi, come se stesse parlando di un figlio.

Ed è proprio di avventure che ci cibiamo durante il nostro pranzo ad un ristorante tedesco della zona a mangiare, a dei tavolini all'ombra, del timido pesce spada con un abbondante contorno di verdure cotte. Che paradosso! O forse no. È proprio segno di un incontro di mondi e di esperienze diverse che si trovano a distanza di tempo a raccontarsi con una semplicità ed autenticità innata, spontanea, senza filtri, senza vergogna, con coraggio, come quello di questo menù del giorno.

E così ripercorriamo anno dopo anno, lungo strade fatte di inizi, fermate, riflessioni, licenziamenti, alta sensibilità, emozioni, odori, suoni mete e rinascite. Condivisioni di sensazioni di libertà, di ricerca di sé, attraverso il viaggio. E finiamo in Portogallo. In anni diversi. In modi diversi. Ma sempre da sole: chi con una macchina che macina quasi 7000 km tra le varie città spirituali, chi tra sentieri su dune occidentali, sulle tracce dei pescatori, accompagnata sempre dal suono dell'Oceano, compagno fedele di un ricordo tatuatosi sul cuore.

Le si illuminano gli occhi ogni volta che ricorda una tappa, che proferisce parola. Sembra una bimba in attesa della Vigilia di Natale, di quel regalo da scartare, che non è materico ma esperenziale.

Alla continua ricerca di uno stare nel vagare.

Alla continua ricerca di di sé.

Che poi non é un continuo divenire?

Mi ero dimenticata della sua grandiosa capacità di mettersi in gioco, con entusiasmo e vitalità, con quella carica vibrante che ti trascina quando le stai accanto. È palpabile.

O almeno per me lo è.

Camaleontica ma allo stesso tempo poliedrica, ora pronta a diventare una conducente granturismo per seguire il suo bisogno di movimento. Ti fa venir voglia di seguirla e dirle "Portami dove vuoi".

Come é magica questa sintonia. Come é incredibile ritrovarsi dopo tanti anni sedute allo stesso tavolo con la medesima fame di condivisione e di sapere.

Mi lascia un sapore dolce in bocca che non ordino nessun dessert. Intenso come quello del caffè che non beviamo perché già sufficientemente cariche di adrenalina. Che poi devo stare attenta a non esagerare nemmeno con quella, altrimenti il rischio é di iperstimolazione.

Mi saluta con un: "Ci rivediamo eh?", che contraccambio con un "Assolutamente ed in bocca al lupo per l'esame di patente".

Sulla strada di casa, il piede sinistro inizia a farmi male. Colpa della caduta accidentale di stamani della sdraio che ha battuto sulla parte esterna. Sento l'osso pulsare e bruciare. Mi guardo i piedi e per un attimo anziché dei Dr. Martens neri, vedo delle Hoka colorate, fucsia a strisce gialle ed arancio, leggere come piume, avanzare passo dopo passo, su Praia do Malaho, in bassa marea, alle sei e mezza del mattino, ancora deserta da surfisti. In lontananza i primi yogini. Alla mia destra, le carezze intermittenti delle onde docili del mattino. Alla mia sinistra le imponenti dune stanno per esser illuminate da un fascio di luce roseo, pronto a specchiarsi con fare vanesio nell'immensità.

Il suono delle suole a contatto con il bagnasciuga.

Il suono del mio respiro, sintonizzarsi con il frastagliarsi delle onde.

Il suono della solitudine, quella piena, soave, potente che ti fa sentire a casa.

La tua.

Ovunque tu sia.


Risorse

Fishermen's trail - Rota Vicentina

https://rotavicentina.com/en/



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