• Chiara Frizzera Zambelli

UNA SOMMA DI PICCOLE SCELTE

GIORNO 19




Non accade spesso che apra gli occhi prima della sveglia ma oggi é uno di quei giorni.

Colpa dei serpenti assetati delle mie vene, dell'incidente in macchina, del viaggio verso l'ignoto?

Don't worry baby mi sussurra Lana nelle mie cuffie bluetooth.

Le notizie degli ultimi giorni mi hanno riattivato circoli di attenzione verso i pericoli, non del tutto scomparsi, silenti, in agguato.

La mia anima oggi é in tormento per quello che non può prevedere, controllare, presenziare.

La mia osservatrice esterna, a detta degli esperti psicologi, si risponde in automatico: "Controlla solo quello che tu puoi controllare" é questo il mio mantra che scorre lungo le note di Therapy. Curioso. Che sia questa la mia terapia? Ma qualcosa si é bloccato. La canzone, il pensiero, il vento. No quello no, viaggia veloce contro mura e foglie, per mostrarsi fiero del suo essere libero e fuori controllo.

Le palme sventolano le lamine come ventagli in una giornata giunta alla metà del suo corso. Non posso non chiedermi se non lo sia pure io.

Qualcosa si è fermato. Riprovo a far ripartire la musica, i Moderat, connubio di due esistenze musicali, innovative, sperimentali e come un flashback ritorno con la mente alla lettura di stamani, sugli archetipi femminili. Ritorno a Persefone, in perenne conflitto tra il suo esser bambina ed il suo esser donna, una continua ambivalenza tra creazione e dipendenza. Un'inconsapevolezza d'essere, una vita tra le nuvole, una inidoneitá di scelta che la porta a finire negli inferi e diventare Regina rapita.

Conflitto, scelta, creazione, inferi. Tutte parole che mi toccano come spari a sangue freddo, che ora cola magicamente lungo la mia pelle, oggi di cotone grigio melange, di una felpa over di vent'anni fa, che ricopre un corpo sempre più esile, non per mio volere.

L'oleandro donatomi da mia madre combatte contro l'Ora del Garda nell'ora di punta, sorreggendosi ad un supporto di bamboo improvvisato per dimostrare a non so chi la sua tenacia, la sua determinazione verso l'autodeterminazione. Mi ricorda un altro archetipo, quello di Artemide, dea guerriera, lotta per se stesso.

E' domenica. E' luglio. Tutto tace, ma la mia mente viaggia ininterrottamente attraverso sentieri mitologici, sogni onirici, preoccupazioni future, tra punti di forza, punti di debolezza, per arrivare a chiedersi quale sia la mia meta, la mia vocazione.

Ho passato la mattina a riprendere in mano liste di passioni, competenze e districarmi nella cosa che più mi richiede energia, scegliere. Che sia qualcosa di quotidiano, come cosa preparare per pranzo, che vestito indossare, quale libro leggere, che duraturo, come che formazione intraprendere, che annuncio pubblicare, su quale tra i mille progetti focalizzarmi, la scelta per me è tormento. Analisi di ogni singolo dettaglio, valutazione di costi e benefici, letture di punti di vista da ogni angolazione. Esausta, sfinita, demolita. Alle elementari avevano capito già tutto di me. Il dono della sintesi non e' mai stata una mia virtù. Ero brava nell'analisi logica, grammaticale, esperenziale.

Intrappolata in un gioco in scatola, un puzzle da 5000 pezzi, dove conosco a memoria tutte le singole parti ma sfugge l'immagine della somma, visone gestaltica, maggiore degli addendi, che continuano ad aggiungersi: multipotenziale, altamente sensibile, multipas?

Un continuo divagare, snervante, che mi fa prima venire fame e poi sonno.

Una parte di me preferirebbe tornare su quel terreno pericoloso, tana di bisce pronte ad attorcigliarsi a caviglie nude. Le mie. L'altra parte riconosce la voce della paura, quella di fallire, di non essere all'altezza di irraggiungibili traguardi o scenari di perfezione, in cui nemmeno gli dei sarebbero attori voluti. Alla fine l'unica altezza da raggiungere è la mia. 170 cm.

Ingessata in dinamiche sociali che per troppo tempo mi hanno portato ad andare avanti per inerzie che mi hanno fatto addormentare da assuefatta, come una Bella che dal bosco va a vivere in metropoli, dopo giornate passate a rincorrere emergenze altre, altrui, punta per via di avvelenati filai ma da disordini emotivi ed organizzativi.

Ora nessun alibi. Lo spazio c'é assieme a dei vuoti, che non so se siano a rendere o delle discoteche labirinto in cui é facile smarrire la via.

E sono ancora alla ricerca.


Risorse

Lana del Rey - Love

https://www.youtube.com/watch?v=3-NTv0CdFCk

Moderat - Therapy

https://www.youtube.com/watch?v=-5mjKD1mCi8

Che tipo di donna sei? I sette archetipi del femminile

https://www.animafaarte.it/che-tipo-di-donna-sei-ecco-i-7-archetipi-del-femminile/

Gioa Coach - Germogli

http://corsi.gioiagottini.com/courses/germogli



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