• Chiara Frizzera Zambelli

TEMPO DI CAMBIO STAGIONE

GIORNO 78 (in ritardo di...ho perso il conto)


La luce soffusa della lampada di sale illumina un terzo della parete di una sfumatura di rosa tenue. A stento riesce a colpire lo schermo del mio IPhone.

Fuori è ancora buio.

Oramai l’estate è finita ed il cambio di stagione si è preannunciato.

Da altamente sensibile i passaggi non avvengono mai in silenzio.

Così da un paio di giorni la testa fermenta come l’uva appena colta e lasciata a riposo, il corpo invece è rallentato, da una presa di coscienza di nuovi ritmi per nuovi cambiamenti.

Sotto le lenzuola fresche di pulito gioco con le dita dei piedi per riscaldarmi.

Non è più tempo della camicia da notte oversize a righe verticali, bianche e rosa.

Non è più tempo per scoprire le gambe nude a contatto con le sue.

Non è più tempo per scollature vedo non vedo tra carezze e sguardi oltre i veli.

Sotto il piumone la temperatura sta salendo dall’ombelico in giù.

Le campane suonano a ritmo consueto l’inizio di una nuova giornata, d’autunno.

E ripenso a quella poesia che tanto mi appartiene sullo stare delle foglie, pronte a scivolare dagli alberi in una caduta a chiamata. Questa paura di cadere, di lasciarsi andare verso il basso o verso le radici di se stessi?

Mai come in questi giorni mi sono interrogata sulla mia pigrizia nell’essere agente attivo della mia quotidianità.

Assente da ogni forma di contatto sociale quasi a volermi evitare di cadere sotto i miei stessi occhi riflessi negli sguardi altrui. Così il corpo ha ubbidito alla mente che mente? Stesa a letto tra un dolore e l’altro ho preso coscienza che devo toccare il fondo per potermi risvegliare da un sogno, ciclico, tra inferi e terreni, in cui un tempo la permanenza nei primi era più duratura. Ora è solo un durante in cui accorgersi del mio sentire per diventare padrona e non più preda di queste emozioni.

Scrivo per non dimenticare che tutto questo ha un prezzo, una stagione.

Ben arrivato autunno con i tuoi colori.

Cercherò di essere fedele al tuo messaggio intrinseco di lentezza, rifugio e tepore, cercando connessioni tra il nostro continuo divenire, le nostre stagioni delle emozioni.



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