• Chiara Frizzera Zambelli

SORSEGGIANDO RITUALI

GIORNO 80 (in ritardo...ormai ho perso il conto)


Le piante dei piedi nudi toccano il pavimento e mi accorgo della sensazione di freddo che colpisce sopratutto le estremità, gli appoggi.

Cattiva circolazione? O è la conseguenza dell'essere stata ferma per troppo tempo?

Ritirata in una sorta di letargo in attesa di uscire piano piano con i primi bagliori che mi fanno spegnare la luce soffusa nell'angolo, vicino alle chitarre ed al basso.

Mi alzo per accogliere questa nuova giornata che all'apparenza sembrerebbe uggiosa ma vengo immediatamente contraddetta quando premendo sull'interruttore ruoto il viso di centottanta gradi e mi accorgo che dei raggi di sole stanno arrivando a colorare la Rocca e le sue sfumature dai toni caldi.

Il richiamo è immediato e mi rialzo alla ricerca dei miei calzettoni di lana preferiti, morbidi ma non pungenti da irritare la mia pelle delicata ed altamente sensibile ai tessuti d'ogni tipo.

Mentre apro il cassetto del comodino sento la voce di mia nonna fuori campo ricordarmi che basta tenere i piedi e la schiena al caldo per sentirlo in tutto il corpo.

Così decido di dar retta ai saggi consigli e inauguro la giornata con la canottiera, anche questa di lana, grigia, sottile, morbida che mi rilassa subito l'addome non appena viene a contatto.

La gola non è ancora del tutto guarita ma so che ci vorrà del tempo prima di poterla farla visitare all'esperto. Devo solo stare attenta agli sbalzi di temperatura. Un pò come a quelli d'umore che in questo periodo di cambio stagione diventano più frequenti se non pongo attenzione alla routine che devo compiere. Anche quella ormai altalenante. Altamente sensibile?

Siamo a fine mese e come è consuetudine stilerò la lista dei miei obiettivi, cercando stavolta di non voler eccedere come al solito, di non voler eccellere come di prassi ma di provare ad essere sincera con me stessa, con le forze del momento, con le paure del momento per arrivare a mettere nero su bianco qualcosa che tra altri trentun giorni potrò sottolineare come segno di compiutezza.

Semplici passi per altamente sensibili.

Come l'idea per il mio primo blog, accennato e mai partorito del tutto, per paura di non essere all'altezza o per paura di non essere autentica.

Mancano ventun giorni alla conclusione di questo primo esperimento di me stessa.

Il numero esatto per alcuni per apprendere una nuova abitudine, un nuova routine, un nuovo rituale.

Quest'ultima parola mi è rimasta impressa ieri tra le pagine di Chirù e la ritrovo stamani tra le mie di pagine, non sfogliabili, ma con l'intensità della condivisione di un'idea, di un momento, di un confronto con chi come me sa cosa significa essere portatore di alta sensibilità.

Ne gusto la potenza, come quel the delle cinque in cui potersi ritrovare a distanza in luoghi intimi sorseggiando i nostri sé che ci avvicinano.

Che sia la fine di un nuovo inizio.


dedicato ad il Cappellaio Matto Altamente Sensibile


Risorse

Chirù - Michela Murgia Ed. Einaudi



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