• Chiara Frizzera Zambelli

PENSIERO RUMINANTE

GIORNO 37



37. Numero primo. Numero dispari.

Sono arrivata a più di un terzo della mia sfida, cento giorni in cui racconto cosa significa abitare nel corpo di una persona altamente sensibile. Cosa significa dialogare con la mente di una persona altamente sensibile.

Oggi è proprio uno di quei giorni, dove nonostante il respiro, lo yoga, la colazione sana, la corsa in bicicletta non riesco a fermare il mio susseguirsi continuo di un pensiero rimuginante.

La playlist suona Overthinking. Non la conoscete? Beati voi.

Per chi invece fosse un devoto di open loops sa bene che interrompere questo flusso è più facile a dirsi che a farsi.

Nella mia mente ha appena preso possesso una mappa concettuale che continua a creare link su link, ininterrottamente, h24, senza darmi pace.

È il presagio di una possibile sovrastimolazione, o forse come leggevo ieri faccio parte di quella fetta di persone che in questo momento accusano un carico cognitivo maggiore. Solo in questo momento? Come altamente sensibile questo è forse il problema con la p maiuscola.

E mentre rifletto se provare a buttare giù questa lista di pensieri aperti, come suggeriva l'articolo, Oreste richiama la mia attenzione per il momento del gioco e delle carezze.

Continua andare avanti indietro, orientato ad ottenere quello di cui ha bisogno ora.

Mi viene spontaneo chiedermi ed io di cosa ho bisogno?

Tabula rasa.

Sarà che le mille informazioni ricevute dal corso, dalle ultime notizie di disastri naturali ed umani, da un sogno simbolo di paure, mi riportano qui, stamani, di fronte ad uno schermo a non sapere da che parte iniziare.

Forse è proprio questo il punto, non devo iniziare, devo aspettare, sedimentare, rompere questo circolo vizioso di continui inizi e finali inconcludenti. O forse questo è la mia coperta di Linus.

Una frase mi è rimasta molto impressa della lezione di ieri: "Dovete disinnamorarvi della vostra idea ed innamorarvi del problema. Sono i bisogni delle persone che devono essere messi al centro".

Con un albero su Miro, pieno di rami e di connessioni, di pensieri, idee e titoli forse dovrei considerare il monito insegnatomi.

Ho sempre pensato che la mia alta sensibilità fosse un problema, e ci combatto tutt'ora, forse questa è la via.

Innamorarsi del problema.

Innamorarsi della mia alta sensibilità mettendomi sempre al centro, come il Design Thinking fa con i bisogni delle persone, ed il mio bisogno ora è imparare ad amarmi per come sono.


Risorse

https://www.internazionale.it/opinione/oliver-burkeman/2020/08/04/soluzione-cose-da-finire


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