• Chiara Frizzera Zambelli

LO SGUARDO DELL'AMORE

GIORNO 69 (in ritardo di 2)


I rumori di fondo mi distraggono dal pensiero, così mi alzo per prendere le cuffie blu oltremare vicino al mobile di legno all'ingresso ed avvio il bluetooth.

Apro Spotify sapendo già che per i primi cinque minuti sarò indecisa su quale musica scegliere per aiutarmi ad isolarmi dal suo continuo sbattere e sistemare.

Parte in automatico una delle nostre canzoni che io amo chiamare "per la nostra festa" e lo vedo con la coda dell'occhio salire e scendere dalle sedie nella sua abbronzatura post mare dell'ultimo weekend.

Per quanto possa alzare il volume non son isolata abbastanza dall'ambiente che mi circonda.

So di essere più altamente sensibile del solito a livello sensoriale. Suoni, luci, odori mi stanno colpendo come una macchinetta vincente che su di me risuona come un'attivazione incessante del mio sistema nervoso. Mentre mi prefiguro la scena di una me sotto attacco mi accorgo come forse non siano soli i sensi ad essere oggi super attivi bensì la mia predisposizione empatica ad assorbire come spugna gli umori dell'ambiente. E' stato un susseguirsi di incontri e riflessioni senza pause e questo è il risultato.

Per quanto conosca la teoria ricado sempre nel detto predico bene e razzolo male.

Sul tavolo l'ulivo portatoci oggi in dono da un paesino limitrofo vista lago.

L'ultimo ulivo era made Ikea e non era riuscito a fare nemmeno una stagione.

Ripenso al detto coltiva la tua sensibilità come fosse una pianta mentre continua il suo sistemare e riordinare e mi arrivano messaggi contraddittori di ordini esterni per caos interni.

In questo metter ordine uno sportello diventa la finestra sulla sorpresa per domani, il suo compleanno, e dentro di me iniziano i cori disfattisti.

Il mio piano è stato sfatato. La mia sorpresa svanita.

Delle lacrime mi scendono sul viso di getto, come una bimba che distratta dall'entusiasmo fa cadere il cono gelato sulla sua t-shirt bianca e perde l'occasione di assaporare il gusto della gioia.

Il suo sorriso imbarazzato incontra il mio spento e i miei demoni tornano ad insegnarmi cosa significhi essere attenta, precisa, capace.

Ho sempre amato poter organizzare le festività altrui, farli sentire preziosi ed unici con piccoli gesti, confezionare momenti di felicità condivisa, nei minimi dettagli, nelle sfumature più tenue.

Ed oggi ho fallito. Anche in questo sussurrano i daimon nella mia testa.

Volevo che tutto fosse perfetto. Volevo potergli regalare un momento unico.

Le lacrime prendono il sopravvento ed il suo abbraccio le raccoglie mentre gli confesso i miei peccati da imperfetta mentre me li illumina di luci diverse.

La sorpresa ci sarà comunque ma dentro di me tutto dice il contrario.

Una continua lotta contro un perfezionismo tatuato sul DNA che vibra in ogni cellula.

Un conflitto perenne interiore.

Guardo il suo sguardo ghiaccio ed all'improvviso capisco che è stato uno dei miei esercizi quotidiani di fallimento.

Ho fallito nell'esser perfetta e mentre me mi avvicino a lui senza cuffie la sua voce mi rimanda a tutto quello che ho sempre creduto un mio punto debole. Le sue parole sono balsamo su queste ferite altamente sensibili.

Mi rimetto le cuffie e il suono di Teardrop mi accompagna verso la fine del post.

Tutto intorno a me parla di amore.

A volte dovrei imparare a guardarmi attraverso gli sguardi di chi mi ama.

Le lacrime scendono senza farlo apposto su Teardrop dei Massive Attack e le lascio scorrere perché son altamente sensibile alla musica in sottofondo, al ciclo che sta per arrivare, ad atti d'amore incondizionati che oggi mi hanno fatto di nuovo riscoprire che son estremamente fortunata delle persone che mi sono scelta ed hanno scelto di condividere con me la loro esistenza.





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