• Chiara Frizzera Zambelli

IL MATTINO AL POMODORO IN BOCCA

GIORNO 17


Imposto la sveglia tra 25 minuti, sarà che oggi è giornata di mercato, saranno tutte quelle meravigliose verdure appena colte che ho visto di ritorno dalla mia passeggiata in riva al lago tra le bancarelle dei contadini, sarà il rosso fuoco delle fragole comprate dalla mia rivenditrice di fiducia, fatto sta che oggi provo a scrivere con la tecnica del pomodoro. Venticinque minuti di attenzione focalizzata per poi riposarne cinque e ripartire così per altre quattro volte.

Altri quattro pomodori.

L'avevo scoperta per caso, un giorno in autogrill, di ritorno da Milano, il giorno del trasloco definitivo. Viaggiavo con il mio migliore amico, sceso apposta da Amsterdam per aiutarmi a chiudere il contratto, la casa, ma soprattutto un paragrafo della mia vita, intenso.

Ero cosi esausta dal tutto che decisi di mettermi subito in viaggio una volta firmato il verbale di consegna dell'appartamento e ci fermammo lungo la strada per pranzo. Appoggiato ad un tavolino alto, vicino alla zona frigo, stavo aspettando il mio amico con il suo panino al salame, mentre mi cadde l'occhio sulla destra e scorsi una copertina curiosa, un timer a forma di pomodoro con tanto di titolo che reclamava la fantomatica teoria dell'ortaggio o frutto a seconda della fedeltà al partito. Incuriosita lessi subito la prefazione e scoprii d questo studioso di origini italiane, che la sperimentò su se stesso verso la fine degli anni '80, in seguito ad un calo di prestazione durante gli studi universitari. E proprio mentre faccio una ricerca approfondita per poter condividere informazioni corrette e non reminiscenze errate il mio Mac si spegne. Batteria scarica.

Curioso. Sto raccontando di una tecnica per migliorare la prestazione e la mia macchina sciopera, così lo rimetto sotto carica e decido di iniziare a prepararmi il pranzo. Apro il frigo, e mi faccio spazio tra le verdure familiari, dell'orto di mio padre, e quelle comperate stamani. Analizzo con attenzione, il livello di maturità e opto per quelle nel cestello in fondo. E indovinate un po' cosa cucinerò? Pomodori ovviamente! Oggi sperimenterò una parmigiana de-costruita.

Per prima cosa metto a bollire in una pentola acqua a volontà fino a bollire. Sarà allora che farò fare il tuffo ai miei pomodori peretta che rimarranno a bagno per alcuni minuti, giusto il tempo per far ammorbidire la buccia che verrà poi tolta dal "masnim" come lo chiama mia madre. Mentre li raccolgo per andarli a lavorare mi viene in mente un ricordo d'infanzia, delle lunghe giornate estive a casa dei miei genitori, quando si preparava tutti assieme la passata di pomodoro. Ognuno al suo posto, c'era chi tagliava i pomodori, chi li girava nella macchina, chi li bolliva per poi andare a metterli nei vasetti con alcune foglie di basilico. Era un lavoro di squadra che impegnava mezza giornata. Alle volte anche di più, con conseguenti malumori.

Ora sono da sola, nella mia nuova cucina, a prepararmi un pranzo che molto tempo prima non avrei nemmeno immaginato di potermi dedicare. Tutto questo tempo solo per il mio stomaco!

Ero solita mangiare un panino alla meno peggio oppure un'insalata confezionata alla "Dimmi di Si". Ora invece, dico di no!

Dico di no perché prepararmi il pasto è un'azione verso me stessa, una dimostrazione di valore, di autostima, di solito molto bassa nelle persone altamente sensibili. Da quando ho iniziato ad imparare a cucinare son sempre contenta di poterlo fare per le persone a me care. Studiarmi ricette, provare nuovi ingredienti, il tutto per viziare i miei ospiti. Ora lo faccio anche per me.

Dico di no perché sperimentare in cucina, così come in tanti altri campi è un momento di crescita, di apprendimento, di uscita dalla mia comfort zone, di tolleranza al perfezionismo e incentivo ad un nuovo approccio, quello dell'errore, e come PAS ho bisogno di ritagliarmi dei momenti in cui pas-ticciare, in cui concedermi la bellezza dell'imperfezione.

Un wabisabi al giorno toglie il perfezionismo di torno!

Dico di no alla non autenticità del cibo, delle cose, delle persone perché ho appreso che l'essere sé stessi è l'ingrediente indispensabile per la ricetta più importante della vita, la propria felicità.


Mentre finisco di girare le melanzane grigliate, le spennello nell'olio d'oliva e prezzemolo, da un lato e poi dall'altro. La passata di pomodoro ha finito di bollire e faccio cadere alcune foglie di basilico viola, la scoperta del giorno al banchetto del signor Antonio.

Impiatto, melanzane, qualche cucchiaio di passato ed una sbriciolata di ricotta di capra, ormai immancabile nel nostro frigorifero. Per finire una spolverata di grana e mi risuona la voce di mio padre, che ad ogni fine pasto, ero solito declamare la sua massima: "La boca no la e' straca se no la sa de pegora o de vaca!".

Mi siedo al tavolo bianco di design in terrazzo e quando la forchetta incontra le mie labbra non sto assaporando solo la mia creazione sto assaporando attimi di serenità.




Risorse

Amaltea Caseificio

https://www.facebook.com/amaltea.caseificio

Azienda Agricola Andrea Benoni

https://www.campagnamica.it/la-nostra-rete/fattorie/azienda-agricola-andrea-benoni/

Azienda Agricola La Canal

https://www.facebook.com/Azienda-agricola-La-Canal-355539181835441/

Tecnica del Pomodoro - Francesco Cirillo

https://francescocirillo.com/products/the-pomodoro-technique-book-it-edition



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