• Chiara Frizzera Zambelli

IL CAMMINO DELLA COSTANZA

GIORNO 72 (in ritardo di 2)


Con gli occhi al soffitto bianco ripenso al fatto che sono stata cresciuta con la frase “non crearti aspettative” quando su di me ne sentivo a kg in offerta lancio.

Che sia stata io a fraintendere?

Come ci si accorge di ricoprire un ruolo senza volerlo?

Come si fa a non cadere nella trappola dell’aspettativa magna, quella su di sé?

Ricette facili e veloci regalate su sfondi colorati son sufficienti?

Esercizio.

Un costante esercizio che diventa un esercito pronto a lottare contro cattivi automatismi masochistici, cattive abitudini e false credenze.

Mi sono persa in un cammino che non so se riuscirò a portare a termine.

Mi guardo attorno e vedo intraprendenza, coraggio, comunicazione, costanza.

Ho iniziato questi post per mettermi alla prova, per imparare quella costanza che non ho mai fatto mia e mi ritrovo ora con un debito di quattro giorni.

Quattro parole, concetti, vissuti e sensazioni mancanti all’appello.

Che sia rappresentativo di una vita poco programmata o l’essenza stessa di un programma esistenziale fatto per essere disfatto, ricostruito, ridefinito?

Posso sempre recuperare.

È la piccola goccia che fa riempire un vaso, il centesimo un salvadanaio, una parola un racconto.

Ho perso il ritmo ed è difficile riprenderlo come fossi preda di due forze contrastanti, aspettative e resistenze.

Un paradosso che mi porto addosso dalle stelle. Un animo romantico dal pensiero determinante che ha difficoltà a comunicare. Due essenze, caos ed ordine, che convivono dentro lo stesso cuore.

Un altalena emotiva tra slanci e cadute che ha paura di non rialzarsi più.

Come ora a letto sotto antibiotico nel primo giorno di ciclo con i postumi di una cervicale acuta domenicale.

What else?

Direi che per oggi basta e avanza e mentre lo penso si riattiva in me un pizzico di autoironia che mancava da tempo.

Che si sia mosso qualcosa?

Vedremo.




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