• Chiara Frizzera Zambelli

CORNICE D'INFANZIA

GIORNO 74 (in ritardo di 3)


Una smorfia da maestrina nascosta da una montatura tonda rosa pastello ed un taglio degli occhi orientale.

Seduta su una sedia vintage, color panna in contrasto con la vegetazione rigogliosa alle spalle di un verde bosco, che sembra una giungla di una qualche foresta dell’equatore.

Il taglio dei capelli, corti a caschetto, marrone scuro, e l’abbigliamento bizzarro, non fanno trapelare il sesso con estrema sicurezza come invece vengon portati gli stivali di gomma a strisce orizzontali come la bandiera della pace.

Da quel tripudio di colori escono dei calzetti bianchi ad uncinetto mentre le gambe son accavallate e nude.

Dei short rosso fuoco ed una maglietta a righe bianca e tre diverse nuance di azzurro completano un outfit improponibile.

Chissà se sarò stata io a sceglierlo.

Di certo i colori mi sono sempre piaciuti.

Non ho mai amato farmi vestire da mia madre. Volevo scegliermi da sola gonne, maglie, t-shirt e pantaloni da sfoggiare.

Lo vivevo come un momento di libertà espressiva. Poter descrivere al meglio il mio essere sotto vesti consone al mio stato.

Altamente sensibile.

Ed eccomi qui sotto coperta a fissare questo ritratto di me bambina sul comodino accanto ad una pila di libri di argomenti diversi, così come i colori della foto, i miei pensieri ed il mio modo di ragionare. Sempre aperta a nuove scoperte. Sempre senza una meta precisa.

Mi guardo in questa cornice 13x18 in un passpartout e sembro trapelare fierezza e sicurezza che oggi non ritrovo, che ho dimenticato, perso od abbandonato.

Non lo so.

Forse stavo recitando. Ho sempre amato il teatro e da piccola mia nonna era solita riprendermi dicendo che ero una “comediante”, con una enne perché in dialetto.

C’è sempre stato dentro di me quella parte gioiosa, giocosa, fatta di scherzi, ironia. Fatta di sorrisi e risate, di burle e stronzate.

Mi manca.

Mi manchi.

Mentre ti guardo fiera del tuo essere altamente sensibile vengo smossa dal mio stare in attesa e mi alzo per bere un bicchiere d’acqua, sciacquarmi il viso e indossare quel sorriso, anche solo per poco.



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