• Chiara Frizzera Zambelli

CENTO PASSI

GIORNO 100 DI 100



Batte il cursore su un ritmo binario zero uno. Batte su una pagina completamente bianca che a poco a poco incomincia a cambiare, con parole inserite con lentezza, al ritmo di un altro battito, quello del mio cuore.

Primo giorno di novembre, un mese che sento tutto già ancor prima di averlo vissuto.

Primo come l'inizio di questa avventura, una sfida con me stessa, contro la paura del giudizio, il gesso del perfezionismo, la voce dell'impostore.

Il numero cento inizia con uno. La prima cifra, quella delle centinaia seguita da un doppio zero, quello delle decine e delle unità.

Zero ed uno, numeri che da un certo punto di vista sono gli opposti.

La stasi contro la partenza. Eppure questi numeri insieme possono dar forma ad altri stati, ad altri stadi.

Si parte dall'unità. Anche lo zero appartiene alla categoria ed in fondo se ci si pensa prima della partenza c'è sempre la fase di osservazione. Almeno lo è così per me da altamente sensibile.

La mia forse è durata più di un unità ad essere onesta, quando sessanta giorni prima avevo già pronta un'idea che poi non ho continuato, perché in quel momento non mi sentivo pronta.

Semplici passi per altamente sensibili, è il nome del mio primo blog, un viaggio verso la conoscenza dell'alta sensibilità attraverso la scienza, l'arte, la cucina, il benessere.

Attraverso le mie passioni. La paura di poter far sembrare tutto questo una patologia mi ha fermata.

Impaurita di poter diventare cornice di qualcosa che non mi appartiene, dare etichette.

Così quella pagina è rimasta intatta, con l'illustrazione del saggio che accompagna il titolo del mio primo post, la pace sta in ogni passo.

Già! Proprio oggi rileggevo come il movimento lento, ma pur sempre movimento mi aiuta nei momenti di caduta libera verso abissi e caverne ombrose.

Là dove sono Regina per il mio archetipo, sei mesi all'anno, per poi risalire alla luce per i restanti sei.

Mi vien da sorridere quando colgo questo collegamento, tra la parola d'oggi, passi, ed il mio intento pubblico, il blog, come un cerchio che ha trovato compimento, che si tinge di senso, o come un processo in continuo divenire, dove l'inizio può divenire fine e la fine può divenire inizio.

Un continuo lavoro di ipotesi, di teorie da falsificare, di inadeguatezze da sradicare.

Il mio corpo oggi accusa stanchezza misto tristezza più dei giorni scorsi.

L'accolgo e la sento, come posso sentire le fusa in sordina di Oreste dormiente sulla gonna a scacchi indossata stamani per una passeggiata domenicale, vestita da messa senza un Dio da celebrare. La sento come il profumo di pere pronte ad essere infornate per il mio rito da settimo giorno, le torte. La sento come quell'acino di uva che raschia la gola secca con un succo fresco e succoso che mi ammorbidisce la faringe.

Accolgo e ascolto. Mi stendo e mi sento.

Ecco a voi dunque l'ultimo di questi miei cento passi.






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