• Chiara Frizzera Zambelli

AMARA ATTESA

GIORNO 75 (in ritardo di 3)


Attese di nuovi inizi, incontri svaniti nei pomeriggi, chiamate mai ricevute, considerazioni e valorizzazioni ingessate in non detti.

Attese di presenti diversi, futuri più certi, tra sinfonie emotive più stabili, tra sorrisi e carezze dimostrabili, tra sogni realizzabili.

Attese di forme e definizioni, di azioni non più vergini ma riconosciute, di decisioni e scelte prese senza pretese.

Mi chiedo se sia corretto lo status d’attesa o se non sia una difesa.

Mi rendo conto che da altamente sensibile mi è difficile dosare e gestire la mia attenzione.

Una mattina spesa a recuperare la notte insonne ed un pomeriggio ad aspettare un messaggio mai arrivato.

Nel frattempo il corpo ha provato a rimettersi in moto tra un vestito a fiori colorato, una coda bassa al lato storto, sinistro, una pasta improvvisata e della torta come antipasto.

In questo scompiglio mi rimane in bocca l’amaro, la delusione di una possibilità sfumata e rivedo assenti mete da raggiungere.

Un continuo divagare alla ricerca di qualcosa che possa chiamare mio.

Una possessione narcisistica di un’esistenza vagliata a terzi.

Ed ora che non c’è più nessuno a chiedere perdo la mia bussola d’identità.

Quanto importante è per te essere utile?

Riecheggia nella mia mente ora stesa sul divano mentre tutto è confuso, disordinato, disorganizzato.

Che siano resistenze?

Aspettare è sinonimo di pazientare ma non son sicura che qui sia questione di pazienza quanto più di esperienza.

Di nuovo in un labirinto costruito e non trovo via d’uscita.

Spengo tutto e provo a leggere e trovare pace in parole non mie.

Alle volte allontanarsi aiuta.

Dicono.



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